“L’ultimo battito viola: il giorno in cui il silenzio ha conosciuto Prince”

Nel giorno della sua scomparsa, ricordiamo l’uomo che ha trasformato la musica in libertà

Il 21 aprile 2016 il mondo ha smesso di suonare per un attimo. Un attimo eterno. Come se qualcuno avesse abbassato il volume del cielo. Come se la musica stessa si fosse presa una pausa per piangere. Prince non era solo un artista. Era un fulmine caduto sulla Terra con la forma di un uomo piccolo, sensuale, irriverente e inarrestabile. Con lui, il suono diventava corpo. Il corpo diventava gesto. Il gesto diventava rivoluzione.


Minneapolis, un bambino col nome già scritto nella leggenda

Prince nasce nel 1958 a Minneapolis. Figlio di un pianista jazz e di una cantante, cresce in un mondo fatto di note e silenzi. A 7 anni suona il pianoforte. A 13 compone. A 19 incide il suo primo disco, producendo, arrangiando e suonando tutti gli strumenti da solo. Perché sì, Prince era un esercito di uno. Un giorno, durante un’intervista, disse:

“Se nessuno può farlo come me, allora lo farò io. Punto.” E così è stato. Sempre.

Un aneddoto? Prince che umilia Clapton… senza dire una parola.

Nel 2004, al Rock & Roll Hall of Fame, sul palco ci sono George Harrison, Tom Petty, Jeff Lynne ed Eric Clapton. Ma quando parte l’assolo finale di While My Guitar Gently Weeps, Prince prende la sua chitarra… e spegne l’universo.

Tre minuti di assolo leggendario. Note che non sembrano suonate, ma liberate. Alla fine, lancia la chitarra in aria e se ne va, senza guardare indietro. La chitarra non torna mai giù. È un gesto diventato mito. Come lui.


Il simbolo, il silenzio, la guerra col sistema

Negli anni ’90, in pieno successo mondiale, Prince cambia nome in un simbolo impronunciabile. “Il nome Prince è proprietà della Warner Bros. Io non sono di nessuno.” Scrive “slave” sul volto. Si rifiuta di essere ingabbiato. In un mondo che cerca etichette, lui le brucia tutte.

Nel silenzio apparente, urla più forte di chiunque.


L’uomo che non ha mai avuto paura di amare tutto

Prince era spirituale, ma erotico. Era elegante, ma selvaggio. Parlava di Dio e del piacere nella stessa canzone. Cantava “I Would Die 4 U” come se fosse una confessione Ballava come se il corpo fosse luce. Amava come se fosse l’unica cosa che contasse davvero.

E se lo guardavi negli occhi — quegli occhi truccati ma limpidi — capivi che era sempre sincero. Anche quando mentiva per gioco.


️Quel 21 aprile: l’eco di un addio

Quando la notizia della sua morte ha fatto il giro del mondo, le radio si sono fermate.
I fan sono corsi a Paisley Park, il suo castello incantato. Le città si sono tinte di viola.
Anche i cieli, in alcune città americane, hanno pianto pioggia color ametista.

Come se il mondo stesso sapesse cosa avevamo perso.


Cosa ci ha lasciato davvero?

Più di 40 album. Più di mille canzoni. Una collezione di stili, generi, identità e sogni.

Ma soprattutto, ci ha lasciato una lezione: Non aver paura di essere troppo. Di essere diverso. Di essere te stesso fino in fondo, anche quando ti tremano le gambe.

Prince ha preso il funk e ci ha messo l’anima. Ha preso il rock e ci ha messo il cuore. Ha preso il pop e ci ha messo il sesso, la fede, la rabbia, la poesia.


E ora?

Prince non c’è più. Ma ogni volta che parte Purple Rain, ogni volta che senti un assolo che sembra venire da un altro pianeta, ogni volta che scegli di essere libero, Prince è con te.

Non è mai stato solo un cantante. È stato, e sarà sempre, un portale per ciò che siamo davvero quando smettiamo di avere paura.

Sento di dover ringranziare Prince, non per essere stato perfetto, ma per essere stato… reale. In una lingua che solo l’anima capisce.

“La musica può essere molte cose, ma per me è libertà.” – Prince

Ecco alcuni brani per ricordare Prince:

  1. Purple Rain
  2. When Doves Cry
  3. Kiss
  4. Sign o’ the Times
  5. I Would Die 4 U
  6. Little Red Corvette
  7. 1999
  8. The Beautiful Ones
  9. Let’s Go Crazy
  10. While My Guitar Gently Weeps (Live at Rock & Roll Hall of Fame 2004)

3 risposte a ““L’ultimo battito viola: il giorno in cui il silenzio ha conosciuto Prince””

  1. Avatar Vinylundercover9

    I missed him when he was playing in Maastricht because i was on Holiday at the time.He played in Maastricht The 4th of July 1992 the American Independence day, Independence synonym for freedom liberty, self-reliance and self-support . So something Prince stand for. You have to know that THE symbol that Prince used is hanging against my wall above my bed. Under it a big heart so when someone shares my bed with me she is free to go to sleep or have the pleasures of life with me.!

    Prince his real name was Prince Rogers Nelson. He was a little man only 1.57 m high but a GREAT musician who could capture the sounds he imagined. His ideas came so quickly that he gave songs away to Sheila E .Wendy and Lisa ( they played in is own band) the Bangles, Time, Sheena Easton , etc. From his 3rd Album “dirty mind” on i bought every record he recorded till 1996. When i play music as Dj my favourite songs to get people dancing are “U got the look”, “kiss”, “sign of the times” and “sexy M.F..

    Yes we lost a genius in 2016

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  2. Avatar donsardo69
    donsardo69

    Well said, mi è piaciuto leggerlo questa mattina mentre sorseggiavo il mio caffè. Prince era un artisa multidisciplinare che ha realizzato molto in ambito musicale: ha composto per altri artista, tra cul il grandissimo successo per Sinéad O’ Connor and many more! Tutto andato perso troppo presto! Grazie per questo post! Buona Pasqua a tutti!
    Don🇨🇦

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  3. Avatar donsardo69
    donsardo69

    When doves cry
    Purple rain
    Raspberry Beret
    Are the one I like

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